Concepción, le Ande, e la miniera di Lota

Nel precedente articolo (che trovate qui: Il paese più lungo del mondo), avevo iniziato a parlare del mio viaggio nel meraviglioso Cile. Oggi, concluderò questa straordinaria avventura andando alla scoperta di Concepción, la magica cordigliera delle Ande, e la “terribile” discesa nell’antica miniera di Lota.

Dalla stazione centrale di Santiago, abbiamo preso un autobus che in circa 5 ore ci avrebbe portato a sud, nell’ottava regione del Cile, con destinazione Concepción. Fortunatamente in Sud America, ci sono autobus veramente molto comodi, e questo è un vantaggio quando si viaggia. Siamo arrivati verso le 8 di sera, e ad attenderci c’erano i miei amici, che come ho spiegato nel post anteriore, avevo conosciuto due anni prima in Spagna durante l’Erasmus. Il rincontro è stato veramente emozionante, del resto, nessuno di loro -Io in primis- poteva credere che sarei arrivato fin laggiù (Effettivamente arrivare a Concepcíon dall’Italia sarebbe un viaggio interminabile, tenendo in conto i vari aerei e autobus che bisognerebbe prendere).

Essendo sera, abbiamo deciso di sistemarci e di uscire per andare a mangiare in qualche locale, con l’idea di dedicare tutta la giornata successiva alla scoperta della città. In effetti a Concepción non c’è molto da vedere, e si può tranquillamente visitare in un giorno. La mattina seguente siamo così andati alla famosa Plaza de Armas, chiamata anche Plaza de la independencia, che costituisce il cuore della città, dove si trova la cattedrale della santissima Concepcíon, una delle maggiori chiese cattoliche dell’intero Cile. Inoltre non poteva mancare la visita al fiume Bio Bio, il secondo fiume più lungo del paese, che sfocia proprio a Concepcíon, gettandosi nell’oceano Pacifico.         Volete sapere tuttavia qual è la cosa più interessante da vedere? L’università… 🙂 Giuro, non è uno scherzo! L’Universidad de Concepción è stata infatti classificata come una delle migliori del Latino America, e dopo averla vista posso affermare anche io quanto detto. E’ dotata di una struttura modernissima, circondata da tanti parchi dove i genitori portano a far giocare i loro bambini, e un ingresso monumentale che nel pavimento ha raffigurato un enorme scudo, simbolo dell’università. La leggenda dice che se uno studente dovesse passargli di sopra, non si darà mai tutti gli esami, e quindi non riuscirà a laurearsi. E’ stato strano e allo stesso tempo divertente osservare gli studenti che si ammassavano ai bordi cercando di non calpestare lo scudo :D.

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Concepción vista dall’alto (fiume bio bio)
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Lota e la miniera

Il pezzo forte di questo viaggio, che porterò per sempre nel cuore, è stata senza dubbio la visita al piccolo paesino di Lota. Si tratta di un posto conosciuto soprattutto per la miniera di carbone, el chiflón del diablo, unica fonte di lavoro fino a qualche decennio fa. Ho avuto la fortuna, e ripeto la fortuna, di scendere all’interno della miniera, ad una profondità di 40 metri sotto il livello del mare. E’ stata la cosa più brutta che abbia mai fatto in vita mia. Immaginate di scendere con una “gabbia” (un ascensore a leva per parlarci chiaro) in profondità, nel buio più totale, illuminati solamente dalla torcia attaccata al casco… A questo aggiungete le storie che l’ex minatore che ci faceva da guida ci raccontava: di come si lavorava duramente, per 12 ore al giorno, in miniera; di tutti gli amici persi perchè rimasti intrappolati e senza luce (e di questi solo chi era più fortunato veniva ritrovato, dopo giorni senza mangiare, bere e cosa più brutta, senza senso di orientamento); Di tutte le ferite e cicatrici che ci mostrava, consapevole che la più profonda, quella del cuore, non si sarebbe mai rimarginata… Pensate che io questo ho avuto la “fortuna” di viverlo, e dico fortuna perchè ci sono andato da turista, camminare per due ore sulle ginocchia e non riuscire a capire come questa gente potesse aver condotto una vita così. Non solo: anche le condizioni di vita dei minatori erano misere. Le case in cui vivevano, giusto ai lati della miniera, disponevano a malapena di qualche letto e una minuscola cucina. Neppure il bagno, quello era in comune all’esterno. E non pensate alla doccia, non avrebbe senso neanche rispondere…

Come ho già detto, Lota è stata una città che ha sempre vissuto sulle spalle dei minatori, che iniziavano verso i 7-8 anni e smettevano anche a 70. La miniera tuttavia ha chiuso da qualche tempo e gli ex minatori, oggi (non sapendo fare altro purtroppo), sono diventati delle splendide guide turistiche che spiegano a chi arriva fino a lì la cruda realtà della loro vita. Io non posso far altro che ringraziare i miei amici per avermi portato in questo splendido posto di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Se non ci fossero stati loro, Lota sarebbe stata una realtà a me sconosciuta, e oggi non starei qui a parlarvene. Quello che so per certo però, è che proprio questo paesino alla fine del mondo, mi ha dato una lezione che non dimenticherò mai.

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La cordigliera delle Ande

La mia ultima tappa in Cile è stata Chillán, una città di montagna famosa per le sue terme, nella vastissima cordigliera delle Ande. Siamo partiti in macchina da Concepción, ed in circa un’ora siamo arrivati sul posto. Beh, che dire? Un paradiso! Non oso immaginare quanto sarebbe figo fare sci o snowboard in quelle montagne… Noi però, visto il periodo, ci siamo “accontentati” di un’escursione a cavallo. Dico che ci siamo accontentati scherzando, perchè in realtà è stato davvero fantastico, una delle cose più adrenaliniche che abbia mai fatto, ma anche pericolose. Questo perchè non è un luogo molto controllato, e quindi può capitare che i cavalli non siano proprio ben addestrati. Inoltre tenete in considerazione che i percorsi sono tutt’altro che strade piane e sicure, ma piene di rupi, pietre ecc. Nonostante questo è un’avventura che mi sento di consigliare a chiunque vada, o meglio, a chiunque piaccia un po’ di adrenalina.

Come avete avuto modo di vedere, il mio viaggio in Cile è stato un’emozione continua, sempre in movimento e con tante cose da scoprire. E’ uno dei paesi che mi è davvero rimasto nel cuore, che mi ha insegnato tanto, e al quale anche io mi sento di aver lasciato qualcosa. Uno di quei paesi nel quale, un giorno, mi piacerebbe tornare…

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