ERASMUS: la guida definitiva

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Perché l’Erasmus?

In questa sezione spiegherò definitivamente cosa si intende per Erasmus, cercando di rispondere alle numerose domande che nel corso del tempo mi sono arrivate, sperando di essere utile a chiunque un giorno volesse intraprendere questa meravigliosa esperienza.

Ma partiamo per ordine. Innanzi tutto cos’è l’Erasmus?

L’Erasmus è un progetto di mobilità internazionale che permette ad uno studente universitario (e non solo) di effettuare un periodo di studio in un paese dell’Unione Europea o ad essa associato (Es. Turchia). Generalmente si tratta di un periodo che va tra i 3* e i 12 mesi, dando la possibilità allo studente di affrontare quindi o un semestre o l’intero anno accademico.

Nota: Di solito l’Erasmus di 3 mesi è destinato a coloro i quali si recano in un paese estero per fare ricerca tesi, e non quindi per dare esami.

Quasi tutte le università mettono a disposizione ogni anno un bando che permette agli studenti di fare domanda in base a dei requisiti fondamentali: lo studente interessato a partecipare, deve avere di norma un numero di crediti sufficiente (varia da università a università, in genere si tratta di aver conseguito più della metà dei crediti del proprio accademico), e di avere una buona media accademica. Anche la media dipende dalle università, e dai posti che ognuna di esse mette a disposizione. Infatti, ci sono università che partono da 23-24, altre da 27-28 ecc. Per cui, nel caso foste interessati, ricordate di tenere a mente questi fattori e di leggere interamente il bando nel sito della vostra università.

Il bando si può compilare facilmente online,  indicando il paese nel quale si vorrebbe andare (normalmente si possono mettere più preferenze), e per quanto tempo si vorrebbe rimanere. Ripeto: Si può scegliere o il primo semestre – da settembre a febbraio- o il secondo -da marzo a luglio- o l’intero anno accademico. 

Cosa fare dopo che ho compilato il bando e sono risultato vincitore nella graduatoria?

Se siete risultati vincitori non allarmatevi, il peggio (la parte burocratica) deve ancora venire 😉 .  Generalmente si è chiamati per un incontro in cui bisogna confermare, o nel caso modificare, i dati inseriti nella domanda online. Dopo vi “spiegheranno” un po’ come muovervi e cosa fare, ma se sono qui a scrivere questa guida, è perché difficilmente ho incontrato un ragazzo più disperato di un neo-Erasmus. E lo sono stato anche io, cercando risposte sul web da gente più disperata di me.

Procediamo con calma…

Ho detto sopra che si può andare in Erasmus o per ricerca tesi o per fare esami, che al ritorno saranno convalidati dalla vostra università. Mi soffermerò ora sul primo caso, in quanto più rapido, e dopo sul secondo.

  1. Ragazzi che partono per tesi

Chi va in Erasmus per ricerca tesi, normalmente parte per una durata di non più di 3 mesi. Lo studente interessato deve aver scelto, o scegliere prima della partenza, un relatore della propria università che lo seguirà durante la sua permanenza all’estero. Io personalmente ne consiglio uno che sia disposto a seguirvi telematicamente (per esempio skype). In seguito bisogna compilare il cosiddetto application form, un modulo che l’ufficio relazioni internazionali della vostra università manderà all’università ospitante, affiché questa vi accetti per frequentare un tot di tempo nella loro università. Nel caso di coloro che vanno per tesi, nell’application form bisogna inserire anche l’argomento (ovviamente indicativo) della tesi, in modo tale che l’università ospitante vi assegni un relatore idoneo che vi aiuti durante i 3 mesi.

Inoltre, assicuratevi che il professore che scegliete come relatore nella vostra università, sia disposto ad accettare il lavoro di ricerca che svolgerete all’estero. Sembra assurdo, ma vi garantisco che non tutti i professori sono d’accordo a questo tipo di esperienze, e come si suol dire, prevenire è meglio che curare…

2. Ragazzi che partono per esami

Più complesso è il discorso di chi parte per esami. Questo perchè chi va in Erasmus per dare esami, deve essere sicuro che questi gli vengano riconosciuti al rientro. Anche in questo caso cercherò di essere il più chiaro possibile, perchè avendolo vissuto sono consapevole che si tratta di un ostacolo non facilissimo da superare.

  • Lo studente deve come prima cosa guardare il proprio piano di studi,  e scegliere 3-4 esami che ancora non ha dato (se si parte per un anno accademico consiglio di sceglierne 6-7).
  • Deve poi controllare i diversi piani di studi nell’università ospitante, per vedere se le materie da lui scelte ci siano nell’università estera, in modo tale da poterle andare a seguire come se stesse seguendo un normale corso nella propria università. Ps: le materie non devono per forza essere uguali, possono essere simili, avere anche nomi diversi, ma cercate materie che trattino tematiche che si avvicinano il più possibile alle materie del vostro piano di studi. E’ una cosa di fondamentale importanza per la convalida finale, e se non volete fare un buco nell’acqua vi consiglio di ascoltarmi.
  • Inoltre bisogna tenere a mente il numero dei crediti, cioè, bisogna stare attenti che i crediti di un vostro esame combacino con i crediti dell’esame da voi scelto nell’università estera. Altrimenti rischiate una convalida parziale, nel senso che al rientro dovrete fare un integrazione dei crediti mancanti. E se i professori sono pignoli, vi fanno pesare i crediti mancanti come se fossero un esame vero e proprio, per cui non sottovalutate questo fattore.
  • Per ultimo, e a mio avviso, più importante di tutti, mandare email ai vostri professori o andare a parlarci direttamente, chiedendo chiaramente: “Professore, nel caso in cui facessi la sua materia in Erasmus, al mio rientro mi sarà convalidata?”

Sempre meglio essere chiari e diretti che evitare conseguenze in seguito!

Per andare in Erasmus servono certificati di lingua?

La risposta è: DIPENDE. Ma dipende non tanto dall’università ospitante, quanto dalla vostra, se ve lo richiede o meno. Per esempio nell’università che ho frequentato io (Unical), il certificato non era obbligatorio, ma garantiva punti in più nella graduatoria finale. Un B1 dava 2 punti, un B2 4, un C1  ne dava sei… Ovviamente influiva, ma non è stato rilevante, infatti conosco ragazzi che sono partiti senza sapere assolutamente nulla della lingua.

Ma come? Come faccio a studiare senza sapere niente della lingua?

Questa è una domanda che mi hanno fatto davvero tantissime persone, ed è uno dei problemi per i quali spesso si scarta a priori l’idea di fare l’Erasmus. Ebbene, la mia risposta è SI. Normalmente le università che hanno le convenzioni Erasmus mettono a disposizione dei corsi gratuiti che iniziano o prima o durante il semestre, e si tratta quasi sempre di corsi tenuti da gente veramente preparata, in grado di insegnare almeno le cose basiche in breve tempo. Ovviamente chi sceglie la Spagna sarà molto più avvantaggiato di chi sceglie la Germania partendo da zero, per questioni di somiglianze linguistiche, ma credetemi che ci sono ragazzi (ne conosco alcuni), che non sapevano niente di tedesco e si sono trovati benissimo.

In tutti i paesi c’è la possibilità di studiare in Inglese?

No.  In paesi come Spagna, Portogallo, Germania, Francia, si studia nella lingua del posto, a meno che non si scelgano di seguire corsi tenuti in inglese (una minoranza). In altri paesi, come quelli del Nord, o dell’Est, normalmente le lezioni sono tenute in lingua inglese, eccetto forse qualche caso particolare.  Ricordate però che andrete comunque a vivere in un paese con una lingua madre che non è l’inglese, per cui al di fuori dell’ambiente universitario vi capiterà di incontrarvi spesso con una realtà che appartiene al posto in cui ci si trova.

Avrò a disposizione una borsa di studio? Di quanto è l’importo?

Sì. L’università mette a disposizione una borsa di studio di 230 euro mensili,  che diventano 280 nei paesi con costo di vita più alto (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Lichtenstein, Norvegia, Svezia, Svizzera, Regno Unito).

Alla borsa Erasmus inoltre, alcune università possono mettere a disposizione bandi per eventuali borse aggiuntive, per cui informatevi sui siti dei vostri atenei.

Quest’importo è sufficiente per mantenermi all’estero?

Assolutamente no! E non servono calcoli per capirlo. Tuttavia è una buona somma che aiuta a limitare le spese, per esempio coprendovi l’affitto della casa (che non è poco).

L’Erasmus rallenta il mio percorso di studi?

Questa è un altra delle domande che mi sono state fatte più spesso. Molti ragazzi temono che andando in Erasmus rallenterebbero il loro ritmo di studio. Anche in questo caso devo dirvi che dipende dalla persona. E’ semplice, c’è chi rimane indietro, e chi no… C’è chi supera tutti gli esami, anche con ottimi voti, è c’è chi non riesce. Ma forte della mia esperienza posso dire che chi non riesce è solo perchè ha affrontato la sua esperienza in un modo sbagliato, pensando solo e soltanto al divertimento (un argomento che tratterò in un’altra sezione). Per ora vi dico che di divertimento ce n’è, e pure tanto, ma tenete sempre a mente che voi andate là per studiare in un università, ci sono soldi in mezzo, e anche sforzi che i vostri genitori fanno per mantenervi all’estero.

L’Erasmus servirà ai fini della laurea?

Certamente. Non solo influisce sul voto finale, ma sarà di fondamentale importanza per il vostro curriculum. Addirittura c’è chi dice che aver fatto un Erasmus conti più di un 110 e lode. Guardare in link di seguito per crederci  Più di un 110 e lode.

Ovviamente non è da prendere tutto alla lettera, ma è un modo per capire l’importanza di questo progetto.

In definitiva, mi consiglieresti di fare l’Erasmus?

Sì, altrimenti non starei neanche qui a parlarne. Dalla mia umile opinione posso dire che non si gode pienamente della vita universitaria senza aver fatto un’esperienza Erasmus. Questo non è un inno a farlo, ma semplicemente un piccolo consiglio di chi una volta era con i vostri stessi dubbi e le vostre stesse paure, e al giorno d’oggi è diventato un vero Ragazzo Erasmus 😉

Spero di essere stato il più chiaro possibile per quanto riguarda la parte burocratica. Nella seconda parte della guida parlerò di come trovare casa all’estero, come affrontare un ambiente nuovo e soprattutto perchè in Erasmus tutti dicono che ci si diverte tanto. Cos’è la sindrome da Erasmus?

Alla prossima, e se avete dubbi o curiosità, non esitate a commentare sotto questa pagina, oppure a scrivermi sui miei canali social. Inoltre vi consiglio di iscrivervi al sito per rimanere sempre aggiornati sulle novità semplicemente inserendo la vostra mail qua sotto



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