Sindrome Erasmus

 

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Ciao ragazzi,  ecco la seconda parte della guida definitiva sull’argomento Erasmus, in cui vi spiegherò come trovare casa, come ambientarsi in un paese straniero, come viaggiare durante l’esperienza all’estero, e soprattutto, cos’è la sindrome erasmus…

Intanto, per chi non l’avesse ancora letta, consiglio di leggere la prima parte della guida, che potete trovare a questo link Erasmus: La guida definitiva (Parte 1)

Voglio iniziare parlandovi di un’associazione che è fondamentale per entrare a pieno nelle dinamiche Erasmus, soprattutto per chi si ritrova in un paese straniero, senza conoscere nessuno. Sto parlando di ESN  (Erasmus Student Network), che ha come scopo proprio quello di aiutare gli studenti che prendono parte a progetti internazionali come l’Erasmus. Vi lascio qui di seguito la pagina ufficiale, nel caso voleste maggiori informazioni a riguardo Sito ufficiale Esn ItaliaEsn è solita organizzare feste di benvenuto, guide per la città, feste universitarie, viaggi ecc. e di solito è gestita da ragazzi volontari che lo fanno semplicemente per passione.

Ma veniamo a noi, e iniziamo a parlare di una delle difficoltà più grandi in cui ci si imbatte all’inizio dell’intercambio: Come trovare casa. Dovete sapere che da qualche anno a questa parte, grazie alla tecnologia, siamo molto più avvantaggiati di un tempo, e per quanto si possano criticare i social, in alcuni casi sono veramente molto utili. I gruppi facebook ne sono un esempio! Normalmente basta cercare un po’ i gruppi erasmus seguiti dal nome della città in cui si andrà a vivere e l’anno in corso, iscriversi, e leggere i tantissimi post presenti (Es: Erasmus Madrid 2014/2015). Noterete che molti di essi parlano di annunci di affitti di tutti i tipi, e non ci metterete molto a trovarne qualcuno di interessante. Inoltre è importante iniziare a conoscere persone già sul gruppo, stringere amicizie, vedere quali sono i post più gettonati e perchè… Non abbiate vergogna! Ricordate che state andando in un paese straniero, e come voi, tutti gli altri ragazzi presenti nel gruppo. Non siete né più né meno degli altri, e siete tutti quanti nella stessa situazione. Anzi, più interagite con altre persone, più inizierete a sentirvi parte di questo nuovo mondo che poi andrete a vivere in prima persona.

Generalmente molte persone preferiscono trovare casa prima della partenza, e i gruppi social  come appena detto vanno in loro aiuto. Tuttavia, non sempre ci si fida di internet, ma si preferisce vedere le cose in prima persona (che non è affatto sbagliato!). Il consiglio che posso dare in questo caso, sia per esperienza personale, sia per esperienze indirette, è quello di riservare un B&B per alcuni giorni, conoscere un po’ la città, e guardare i numerosi annunci sparsi per le strade. Credetemi, ovunque si vada ce ne sono tantissimi, e statisticamente quasi nessuno non riesce a sistemarsi dopo più di una settimana.

E’ meglio trovarsi una casa propria, o vivere in residence se l’università lo offre?

Per rispondervi vi faccio un paragone. Se state studiando in una qualunque città italiana, o se state per andarci, preferireste vivere in una residenza universitaria o avere una casa per voi? Ecco, scegliete in base alle vostre esigenze e volontà. Ricordate che state andando in un’altra città, e non su un altro pianeta, e il fatto che si vada all’estero non implica che si debba ragionare in un modo diverso da come fareste in Italia.

Io personalmente preferisco affittare una casa con altri ragazzi, principalmente per non dover sottostare alle regole che caratterizzano i residence. Tenete a mente, comunque, che non tutte le università offrono i residence, anzi sono in maggioranza quelle che non ce l’hanno, per cui, se per voi è un fattore indispensabile, informatevi prima della partenza.

Perchè è preferibile non vivere con altri italiani?

Vivere con altri italiani significherebbe continuare a parlare la propria lingua per gran parte del tempo, e quando si va in Erasmus uno dei motivi fondamentali è quello di imparare una nuova lingua. Ora, a meno che non vogliate fare come quelli che pur venendo da uno stesso paese parlano tra di loro nella lingua del posto (es: francesi che tra di loro parlano in spagnolo), il mio consiglio è quello di vivere con gente nativa del luogo, o quantomeno con altri studenti internazionali.

Quando l’ho fatto io conoscevo molto bene altri due ragazzi italiani, ma abbiamo preferito vivere in case diverse proprio per il motivo sopra elencato. E credetemi, ci è stato molto utile…

Cosa sono i viaggi Erasmus? Come vengono organizzati?

Si tratta di viaggi di gruppo organizzati normalmente da ESN. Di norma si organizzano viaggi nelle vicinanze, ma a volte si può addirittura cambiare paese (Per esempio io dalla Spagna sono andato in Portogallo e Marocco). Per quanto mi riguarda sono forse le cose più belle che abbia fatto durante il mio intercambio. Del resto non capita tutti i giorni di partire con tantissimi ragazzi provenienti da ogni lato del mondo.  

Se posso darvi un consiglio, fate almeno un viaggio Erasmus. Non ve ne pentirete, ed è un’esperienza che va provata almeno una volta 😉

Cos’è la Sindrome Erasmus?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima introdurre un altro discorso, che fino a questo momento ho cercato di lasciare da parte, ma quando si tratta un argomento del genere, prima o poi, non si può più nascondere: il divertimento. Non si può parlare di Erasmus, o meglio, non si può capire cosa si intende per sindrome erasmus, se non si fa riferimento al divertimento che un’esperienza come questa comporta! Parliamoci chiaro… Quante volte avete sentito la frase “ciò che è stato fatto in Erasmus rimane in Erasmus?” 

Questo perchè in un certo senso l’Erasmus ti porta in un’altra realtà, alla quale non si è abituati. E’ vero, l’università è comunque una realtà bellissima, si vivono esperienze nuove, differenti, e così via. Ma l’Erasmus è diverso: a me piace definirlo come un moltiplicatore di quello che normalmente si vive in Università. E se non mi credete (ammetto che è difficile da spiegare bene), ho una proposta da farvi… Provate a parlare con i ragazzi erasmus della vostra università, fategli qualche domanda, siate curiosi di conoscere il loro mondo, anche indirettamente! Vi renderete subito conto che in quel momento stanno in un’altra dimensione, sono felici, e sono pronto a scommettere che la prima domanda che vi porrete sarà “ma dove lo trovano tutto questo divertimento?”. Questo è per farvi capire che molte volte, quelle discussioni che vertono su dove sia meglio andare a fare l’erasmus, sono inutili… Per meglio dire, non dipendono da questo fattore. Non è importante dove si faccia, è importante che si faccia!

Ho conosciuto ragazzi che hanno fatto l’Erasmus un po’ ovunque, ho letto tantissimi forum di studenti che raccontavano le loro esperienze. Il 99% di loro diceva esattamente le stesse cose. Ecco perchè l’espressione “sindrome erasmus”…

Con sindrome erasmus si intende quella nostalgia che pervade chiunque abbia fatto fatto l’erasmus una volta tornato a casa. In un certo senso si tratta di una vera e propria insoddisfazione del proprio paese, e il desiderio di tornare nel paese dove appunto si è fatto l’intercambio.  Detto altrimenti è il rifiuto di tornare alla normalità dopo aver vissuto per alcuni mesi in un mondo a parte. E vi garantisco che non esagero, basta che leggete un po’ di commenti in giro sul web per rendervi conto. Poi è chiaro, c’è chi colpisce più, chi meno, ma quello che è certo è che si torna persone diverse. Ho conosciuto ragazzi che hanno prolungato la loro permanenza, altri che addirittura sono rimasti a vivere, altri ancora che quando possono sentono l’esigenza di tornare.

E poi ci sono io, che nonostante abbia amato questa esperienza, sono dell’idea che ogni cosa debba finire, e che quindi sia necessario andare sempre alla scoperta di nuovi posti… 🙂

Spero che questa guida un giorno vi sarà utile. Per me è stato un piacere scriverla pensando a quei magici momenti vissuti. Ora non posso fare altro che aspettare di ascoltare le vostre esperienze. It’s your time!  (guarda il video Welcome to Erasmus)

Inoltre vi ricordo di iscrivervi al sito inserendo semplicemente la vostra email  

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5 pensieri su “Sindrome Erasmus

  1. “Con sindrome erasmus si intende quella nostalgia che pervade chiunque abbia fatto fatto l’erasmus una volta tornato a casa. In un certo senso si tratta di una vera e propria insoddisfazione del proprio paese, e il desiderio di tornare nel paese dove appunto si è fatto l’intercambio. Detto altrimenti è il rifiuto di tornare alla normalità dopo aver vissuto per alcuni mesi in un mondo a parte.”

    Come una dei tanti colpiti dalla sindrome erasmus, ti dico che queste parole mi rispecchiano in pieno! 😀 Io ho fatto l’erasmus a Valencia, una delle esperienze più belle della mia vita… e l’anno dopo sono ripartita per un tirocinio a Malaga, non riuscivo più a stare a casa mia. Adesso è un annetto che sono stabilmente (beh più o meno :D) a casa, ma QUANTO MI MANCA LA SPAGNA… e tutto ciò che ho vissuto!

    Piacere di conoscerti 🙂 passa da me se ti va! http://www.sempreinpartenza.it

    1. Ciao Diletta, scusa il ritardo ma mi sto collegando dopo tantissimo tempo, essendo stato fuori dall’inizio dell’anno praticamente. Condivido in pieno quello che hai detto, e specialmente tu che hai vissuto l’Andalusia mi capisci benissimo. Se posso darti un consiglio stai a casa, ma non troppo 😛 Non perdere l’adrenalina che avevi prima eh 😉 Un saluto, e il piacere è tutto mio!

        1. I primi due mesi dell’anno li ho fatti a malta, un’isola bellissima (ti consiglio di andarci). E poi ho fatto un viaggetto personale alla scoperta di Israele e Giordania :).. Scriverò qualcosa in merito, per adesso ho messo solo foto e video sui social.

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